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“I
veri difensori del costituzionalismo sono
in ultima istanza i bambini”. È
questa una delle riflessioni che Geminello
Preterossi, docente di filosofia del diritto
all’Università di Salerno, ha
proposto a genitori, educatori, pedagogisti
e amministratori, sabato 27 maggio 2006, alla
Scuola dell’Infanzia di Poviglio. L’incontro
ha chiuso il ciclo di proposte dal titolo
Questioni di Educazione, un contenitore culturale
per i genitori che Progettinfanzia Bassa Reggiana
ha costruito per offrire opportunità
di incontro e dialogo con le famiglie.
Una tesi che il filosofo, co-autore, tra gli
altri di Le ragioni dei laici (Laterza, 2005),
ha sviluppato partendo da una analisi del
diritto costituzionale e connettendo questi
saperi con una interpretazione della pedagogia
delle scuole dell’infanzia della bassa
reggiana.
Progettinfanzia Bassa Reggiana ha infatti
iniziato un percorso di riflessione ed approfondimento
con i bambini sul tema dei diritti, delle
libertà e del potere, con l’obiettivo
di indagare le conoscenze dei bambini in materia.
Ciò che emerge è una forte competenza
e una grande consapevolezza dell’importanza
della discussione politica che i bambini sanno
condurre rimanendo molto fedeli al tema in
oggetto. È come se i bambini, nel dibattito
politico, avessero la capacità di non
fuggire dal tema, a differenza degli adulti
che spesso utilizzano strategie retoriche.
E allora, ad esempio, rispetto ai diritti
ci dicono che il diritto è invisibile.
Al tempo stesso, Preterossi sostiene che i
diritti non esistono in natura, che i diritti
sono costruiti dalle persone, in relazione.
Tra il filosofo del diritto e i bambini delle
scuole dell’infanzia della bassa reggiana
emerge allora una sintonia politica e filosofica.
I bambini dicono che i diritti sono quelli
che devono fare le persone a noi bambini…
i doveri, invece, sono quelli che dobbiamo
fare noi bambini a loro. Al tempo stesso,
Preterossi sostiene che Nessun diritto è
senza dovere.
Ancora Preterossi sostiene che i diritti costituzionali
sono quelli che garantiscono la diversità
di ognuno. I bambini dicono che un diritto
vuol dire poter parlare di quello che vuoi…
tutti ce l’hanno perché tutti
parlano.
Può sembrare un artificio culturale
accostare uno dei massimi filosofi politici
italiani alle riflessioni che i bambini fanno
nelle scuole dell’infanzia, eppure leggendo
la pubblicazione i diritti dal punto di vista
dei bambini si ha invece chiaramente la consapevolezza
della totale sintonia culturale e morale tra
i pensieri e le opinioni.
Il percorso iniziato da Progettinfanzia sarà
parte integrante del lavoro di ricerca che
sarà svolto nelle scuole dell’infanzia
della bassa reggiana, nell’anno scolastico
2006-2007. Il coordinamento pedagogico della
bassa reggiana vuole infatti porre all’attenzione
degli adulti questa grande capacità
di approfondire tematiche filosofiche, politiche
ed etiche mettendo in gioco competenze che
l’adulto generalmente non attribuisce
ai bambini a causa di un pregiudizio di non
conoscenza o di non maturità, che le
ricerche in atto stanno dimostrando essere
profondamente falso.
A nostro parere è importante che l’adulto
faccia lo sforzo di dibattere con i bambini
su tematiche come l’etica, la politica,
la cittadinanza attiva, senza porsi la classica
domanda, tanto inutile quanto pericolosa:
ma il bambino può capire?
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