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  "E se i veri difensori del costituzionalismo fossero i bambini?"
  di Cristian Fabbi  
  “I veri difensori del costituzionalismo sono in ultima istanza i bambini”. È questa una delle riflessioni che Geminello Preterossi, docente di filosofia del diritto all’Università di Salerno, ha proposto a genitori, educatori, pedagogisti e amministratori, sabato 27 maggio 2006, alla Scuola dell’Infanzia di Poviglio. L’incontro ha chiuso il ciclo di proposte dal titolo Questioni di Educazione, un contenitore culturale per i genitori che Progettinfanzia Bassa Reggiana ha costruito per offrire opportunità di incontro e dialogo con le famiglie.
Una tesi che il filosofo, co-autore, tra gli altri di Le ragioni dei laici (Laterza, 2005), ha sviluppato partendo da una analisi del diritto costituzionale e connettendo questi saperi con una interpretazione della pedagogia delle scuole dell’infanzia della bassa reggiana.
Progettinfanzia Bassa Reggiana ha infatti iniziato un percorso di riflessione ed approfondimento con i bambini sul tema dei diritti, delle libertà e del potere, con l’obiettivo di indagare le conoscenze dei bambini in materia.
Ciò che emerge è una forte competenza e una grande consapevolezza dell’importanza della discussione politica che i bambini sanno condurre rimanendo molto fedeli al tema in oggetto. È come se i bambini, nel dibattito politico, avessero la capacità di non fuggire dal tema, a differenza degli adulti che spesso utilizzano strategie retoriche. E allora, ad esempio, rispetto ai diritti ci dicono che il diritto è invisibile. Al tempo stesso, Preterossi sostiene che i diritti non esistono in natura, che i diritti sono costruiti dalle persone, in relazione. Tra il filosofo del diritto e i bambini delle scuole dell’infanzia della bassa reggiana emerge allora una sintonia politica e filosofica.
I bambini dicono che i diritti sono quelli che devono fare le persone a noi bambini… i doveri, invece, sono quelli che dobbiamo fare noi bambini a loro. Al tempo stesso, Preterossi sostiene che Nessun diritto è senza dovere.
Ancora Preterossi sostiene che i diritti costituzionali sono quelli che garantiscono la diversità di ognuno. I bambini dicono che un diritto vuol dire poter parlare di quello che vuoi… tutti ce l’hanno perché tutti parlano.
Può sembrare un artificio culturale accostare uno dei massimi filosofi politici italiani alle riflessioni che i bambini fanno nelle scuole dell’infanzia, eppure leggendo la pubblicazione i diritti dal punto di vista dei bambini si ha invece chiaramente la consapevolezza della totale sintonia culturale e morale tra i pensieri e le opinioni.
Il percorso iniziato da Progettinfanzia sarà parte integrante del lavoro di ricerca che sarà svolto nelle scuole dell’infanzia della bassa reggiana, nell’anno scolastico 2006-2007. Il coordinamento pedagogico della bassa reggiana vuole infatti porre all’attenzione degli adulti questa grande capacità di approfondire tematiche filosofiche, politiche ed etiche mettendo in gioco competenze che l’adulto generalmente non attribuisce ai bambini a causa di un pregiudizio di non conoscenza o di non maturità, che le ricerche in atto stanno dimostrando essere profondamente falso.
A nostro parere è importante che l’adulto faccia lo sforzo di dibattere con i bambini su tematiche come l’etica, la politica, la cittadinanza attiva, senza porsi la classica domanda, tanto inutile quanto pericolosa: ma il bambino può capire?

 
 
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